mercoledì, 31 gennaio 2007
author: Ana87 @ 18:23
category: politica, riflessioni, news, attualitĂ 
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Ho letto con parecchio interesse questo articolo, che tratta della sempre più crescente importanza dei blog (e di conseguenza dei blogger) nelle campagne politiche (in questo caso USA) pubblicato sul Bolg de La Testata.
L'importanza di Internet ormai penso sia palese per tutti, ormai è la seconda fonte di notizie del mondo (se non la prima, c'è tanta gente che non guarda la tv se non attraverso internet, e di conseguenza si informa solo attraverso questo).
In quest'articolo si parla delle presidenziali americane, ma ritengo sia evidente come anche qui la tecnologia internettiana stia prendendo sempre più piede. Dall'ormai iper collaudato Blog di Beppe Grillo (che non è un politico, ma più o meno è ciò che fa) passando per tutti i siti dei partiti politici e per la new entry Di Pietro che si sbizzarrisce con Youtube.Ovviamente non penso si possano dimenticare tutti quei blog ufficiali e non delle associazioni giovanili politiche, tenuti e aggiornati da un singolo militante (come il mio) o da numerose persone, che certo non saranno fondamentali per l'andamento di una elezione (ma non ne sono poi così sicura), ma che certamente a livello dell'informazione portano un grandissimo contributo quotidiano.
mercoledì, 31 gennaio 2007
author: Ana87 @ 10:05
category: politica, riflessioni, news, storia, attualitĂ 
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venerdì, 26 gennaio 2007
author: Ana87 @ 19:41
category: politica, news, interviste, attualitĂ 
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26/01/2007
FINI, FEDERAZIONE GIA' PER LE AMMINISTRATIVE
Il leader di An, Decreto Bersani produce solo deregolamentazioni


Roma, 26 gen - Via della Scrofa dopo due ore di colloquio con Silvio Berlusconi sorridente e rilassato. Un incontro, quello con il presidente azzurro, fissato per fare il punto sul progetto della federazione del centrodestra. Ma anche per disinnescare la mina del referendum e procedere a riscrivere la legge elettorale. Una rinuncia, quella alla via referendaria, accolta da Fini senza troppi rimpianti.

Presidente Fini, è soddisfatto del faccia a faccia con Berlusconi?
"L’incontro è stato più che positivo. L’obiettivo primario è far cadere il governo: un dovere verso i nostri elettori ma anche un primario interesse nazionale. Per questo abbiamo stabilito di fare una dura, seria e intransigente opposizione".

C’è, però, il nodo dell’Afghanistan.
"L’opposizione deve essere anche intelligente. Ovvero su questioni che riguardano direttamente il prestigio internazionale dell’Italia, ha il dovere di votare per il rifinanziamento, a meno che Prodi non metta la fiducia. Naturalmente se i nostri voti fossero indispensabili Prodi dovrebbe trarne le conseguenze perchè una maggioranza che non è tale sulla politica estera ha il dovere di andare a casa".

Con Berlusconi avete parlato delle amministrative?
"Abbiamo stabilito che dovranno essere individuati i candidati più credibili, anche con personalità della società civile, senza egoismi".

Sulla legge elettorale avete trovato una posizione comune?
"Innanzitutto Chiti dovrebbe farci sapere qual è la piattaforma da cui partire e se parla a titolo personale o a nome della sua coalizione".

Ma è vero che lei punta a trasferire a livello nazionale il sistema delle Regionali?
"L’importante è che il presidente del Consiglio venga legittimato dal voto come accade oggi per il governatore che esce dalle urne, non dal Consiglio regionale. Io vorrei che il premier fosse eletto ma questo implica una modifica della Costituzione. E poi serve una logica di coalizione che si può tradurre nel listino e nel dovere di dichiarare prima le alleanze come antidoto al trasformismo; un premio di maggioranza e una soglia di sbarramento".

Le dispiace che sia stata sostanzialmente accantonata l’ipotesi del referendum?
"Il referendum non è né una sciagura né la panacea di tutti i mali, perché i referendum intervengono con l’accetta. Se determina nel Parlamento una reale volontà di migliorare la legge elettorale e indurre un comportamento virtuoso questo è solo un bene".

Passiamo alla federazione. Chi crede che entrerà alla fine in questa nuova casa?
"Federazione viene da foedus, patto. Quindi tutto coloro che si riconoscono in principi comuni. Ciò che ci unisce è molto più di ciò che ci divide. Bisognerà stabilire le quote di sovranità e le materie che appartengono ai partiti e quelle che appartengono alla federazione. Non mi sfugge che l’Udc ha detto: “Fatela, a noi non interessa”. Ma proprio perché ha detto fatela abbiamo il dovere di farla e poi presentarla alla loro attenzione. E poi io credo dovrà esserci la presenza di liste civiche territoriali".

Ci sarà un 'contratto'?
"Contratto appartiene più alla terminologia commerciale, preferisco un patto. Dobbiamo definire il progetto comune".

La Lega chiede, prima della Fed, di chiarirvi sulla legge elettorale.
"Su questo io ho offerto la mia piena disponibilità".

Quando si farà la federazione? E ci sarà il meccanismo decisionale della maggioranza dei due terzi?
"Io credo anzi auspico che si possa realizzare prima delle amministrative. Il meccanismo dei due terzi mi sembra il modo più democratico e trasparente per evitare la paralisi. Non so se saranno i due terzi ma serve una maggioranza qualificata".

Come sono i rapporti con l’Udc in vista delle amministrative?
"Casini dice che ci sono due opposizioni. Io aggiungo che collaborano al meglio per vincere".

Con Berlusconi avete discusso dei circoli?
"Sì, ne abbiamo parlato. I circoli sono una buona iniziativa ma la nascita del processo federativo non può essere discussa dai circoli che possono però affiancarla".

Ci sono più probabilità di vedere prima la federazione del centrodestra o il Partito Democratico?
"Mi sembra che più cercano di andare avanti con il partito Democratico più vanno indietro".

Facciamo chiarezza sui Pacs. Lei è stato descritto a volte come Zapatero, a volte come Ruini. Qual è la verità?
"La famiglia è una e una sola: un’unione tra uomo e donna fondata sul matrimonio. Per il resto è impossibile dare un giudizio: è ancora tutto in alto mare".

È vero che lei avrebbe preferito che An non avesse presentato una mozione?
"Condivido la mozione ma avrei preferito attendere il disegno di legge".

È il giorno del decreto Bersani bis. Come lo giudica?
"Non produce liberalizzazioni ma deregolamentazioni. E poi mi sembra che continui sulla falsariga del primo: colpisce i deboli e non i monopoli in ambito municipale. E poi, guarda caso, tutto va a vantaggio della grande distribuzione".

A Brescia An convocherà i rappresentanti dell’industria e delle categorie. C’è un pentimento da parte loro sul governo Prodi?
"Sì, perché percepiscono che il governo rischia di bloccare la ripresa. L’attenzione verso il centrodestra è altissima".


Fonte : Il Giornale del 26 gennaio 2007
Autore : Fabrizio De Feo
domenica, 21 gennaio 2007
author: Ana87 @ 12:03
category: politica, news, scuola, attualitĂ 
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Fuoco incrociato sul Ministro Fioroni

Gennaio 20, 2007 on 8:23 pm  In La Testata

Perugia.
E’ giunto il momento più dedicato della tre giorni di Azione Studentesca. Il Ministro Fioroni arriva mentre i ragazzi di AS sono seduti a tavola a finire il pranzo, è in anticipo di 2 ore, impegni ministeriali lo hanno costretto a cambiare il programma.
L’assemblea comincia e l’aria è già tesa. Fioroni capisce subito che non se la caverà come alla festa nazionale di Atreju. Quello che si avverte da subito è la grinta dei ragazzi, sono lì con le loro domande, tese e appuntite come le lance della prima fila di una falange spartana.
Il dibattito comincia ed il primo tema non poteva che essere la battagli storica: l’abolizione del libro di testo obligatorio. Fioroni, da buon politico, capendo la tematica alla base di questa richiesta, si nasconde dietro la legge che consente al docente di scegliere il libro su cui far studiare i propri studenti, ma conclude sottolineando che studiare su libri diversi da quello di testo non è reato.
Ma ne parlerà mai ai professori? chiede Pigliucci.
Il dibattito si accende, si affrontano i temi della finanziaria, Fioroni qualche volta va in difficoltà e qualche volta si difende con un facile populismo. “Le consulte provinciali devono contare di più!“. Ma poi quando il presidente della consulta di Perugia gli chiede come mai non sono statre consulatate le consulte nel momento in cui si stava modificando l’esame di maturità, Fioroni devia il discorso e non risponde.
E’ un continuo batti e ribatti, con qualche battuta e molte provocazioni, ma tutto in un clima di rispetto reciproco. I ragazzi di AS sono educati ma duri e non risparmiano critiche al neo ministro, che si difende o evitando il discorso oppure attancando il governo precedente.
Edilizia scolastica, sicurezza, bullismo, nuovo esame di maturità sono i temi su cui affondano i propri colpi gli studenti di destra. Fioroni è in forte difficoltà anche se non da a vederlo, un uomo dalla battuta pronto questo medico prestato alla pubblica istruzione.
Non sono il mago Zurlì!” dichiara verso la fine del dibattito.
Il tempo è finito, il ministro deve andare via. Questo round è finito e va ai punti ai ragazzi di AS.
Sono molto soddisfatto. - dichiara Michele Pigliucci - i nostri ragazzi si sono comportati benissimo. Il ministro ci ha dato poche risposte e quelle poche non ci hanno convinto per nulla“.
Affianco alla macchina inseguito dal nostro redattore Fioroni, sii presta ad altre due domande.
R: ad inizio anno scolastico i sindacati hanno riunito i professori nei vari istituti per promuovere la sua immagine. Cos’era una cambiale in bianco firmata dai sindacati, un complimento al suo curriculm oppure una strategia di gruppo?
[Il ministro appare sorpreso]
F: Onestamente non so se lo abbiano veramente fatto, ma ti assicuro che successivamente non mi hanno fatto alcuno sconto.
R: Ritornerà se invitato di nuovo?
F: Con questi ragazzi mi diverto troppo per non tornare.
E allora alla prossima Ministro Fioroni.

 

 

 

 

Mi è dispiaciuto moltissimo non esserci questa volta. Purtroppo impegni incrociati non mi(ci) hanno permesso di assistere (anche se non sono più di AS).



venerdì, 19 gennaio 2007
author: Ana87 @ 13:37
category: politica, news, attualitĂ 
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18/01/2007
GOVERNO: MELONI, A PRODI LAUREA HONORIS CAUSA IN IMPOPOLARITA'

Donzelli (Au), per esponenti governo, Università come palude

Roma - "Altro che laurea in scienze politiche: a Milano, dopo l'ennesima contestazione che lo ha visto indiscusso protagonista, Prodi si è conquistato la laurea honoris causa in impopolarità. Sarebbe stato questo il giusto riconoscimento da conferire ad un premier che grazie all'assoluta mancanza di politiche giovanili e una finanziaria che lede il diritto al futuro e' riuscito ad incassare fischi ovunque, anche nei feudi storici della sinistra come accadde a Bologna". Così Giorgia Meloni, vicepresidente della Camera dei Deputati e presidente nazionale di Azione Giovani, commenta in una nota le contestazioni subite da Romano Prodi all'Università Cattolica di Milano.

"Gli esponenti del Governo continuano a voler fare passerelle all'Università, ma non hanno ancora capito che per loro è una palude?" E' quanto dichiara invece Giovanni Donzelli, presidente nazionale di Azione Universitaria. "Gli studenti - aggiunge - non sono marionette, è normale che contestino il Governo che uccide l'Università, sarebbero masochisti ad accogliere diversamente chi ha aumentato loro le tasse e diminuito i servizi e i fondi per il diritto allo studio".


Fonte : Ufficio Stampa An