lunedì, 30 aprile 2007
author: Ana87 @ 10:18
category: politica, riflessioni, attualitĂ 
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Primavera a Marzo era entrata,
era entrata a Milano,
ne avvertivi il tepore
e tra il fumo e il cielo lontano
ne avvertivi la gioia
nella ragazza che tu
tenevi per mano.
Finalmente l'ultima campana,
è finita la scuola
anche per oggi potrai tornare
a casa tua per riposare
ma sotto casa,
davanti al portone,
ti attendeva la morte,
non me immaginavi l'assurda ragione.
Un colpo, due colpi e altri colpi sul capo,
finché non furon certi di averti finito
i loro volti eran coperti dal rosso
come il tuo volto dal sangue
che avevi già addosso.
La morte di un tempo aveva la falce,
la morte di oggi ha pure il martello,
lasciò la sua firma su quel muro di casa,
proprio di fronte al tuo cancello. Per quarantasette giorni una madre
ha sperato e pregato accanto
  al letto del figlio morente
fino a quando il suo cuore a ceduto
ma alla gente non importò niente.
Era morto un "Fascista",
non valeva la pena
guastarsi l'appetito
o rovinarsi la cena.
Era morto un "Fascista"
andava preso e sepolto
avevan paura anche,
di un morto.
Andava sepolto e dimenticato
perchè così vuole
la giustizia del proletariato
Era morto un "Fascista"
e andava in fretta sepolto,
avevan paura
anche di un morto.






Onore al Camerata Pedenovi, che ci lasciò esattamente un anno dopo Sergio. Tra l'indifferenza della gente, e gli sputi dei compagni.
lunedì, 23 aprile 2007
author: Ana87 @ 17:12
category: politica, news, interviste, attualitĂ 
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FRANCIA: FINI, VINCE LA DESTRA CHE PARLA A TUTTI
Il leader di An dopo la vittoria dei gollisti nel primo turno delle presidenziali francesi: "Io come Sarkozy? No, sono originale"

Roma, 23 apr - Se si prova a domandare a Gianfranco Fini se si sente davvero, come spesso lo si definisce, il Sarkozy italiano, o cosa gli manchi ancora per rappresentare il centrodestra da leader, la risposta è tranchant: «Grazie, ma l'intervista finisce qui». Perché, nonostante del candidato numero uno per l'Eliseo sia amico da tempo e affine politicamente per molti aspetti, il leader di An ti spiega subito che «uno che come me conosce bene la Francia, non fa l'errore di paragonarla all'Italia: sono due Paesi diversi, con problematiche diverse, sistemi politici diversi e tradizioni diverse». E poi, senza falsa modestia, aggiunge: «E comunque, noi non andiamo dietro a nessuno: semmai sulle tematiche che hanno reso forte e per ora vincente Sarkozy rivendichiamo il pregio dell'originalità...». E però, Fini sa bene che l'eventuale vittoria di Sarkozy in Francia avrebbe effetti importanti anche nel nostro Paese, sarebbe un'iniezione di fiducia per un centrodestra forte nei sondaggi ma ancora all'opposizione e alle prese con un difficile cammino verso il rinnovamento di schemi e leadership. Perché sarebbe «la conferma che possono venire risposte molto forti e convincenti dal centrodestra a problemi comuni a molti Paesi europei. E perché dimostrerebbe una volta di più che alcuni temi, centrali nella politica di Sarkozy, sono ineludibili: l'identità, la sicurezza, la giustizia sociale». Gli stessi temi che da tempo, ormai, sono parole d'ordine per Fini.
Presidente, la sua prima impressione sul voto francese?

«Sarkozy ha ottenuto un grande risultato, anche alla luce dell'altissima affluenza, e dunque dell'aumento del numero dei votanti. È stata una campagna elettorale che ha interessato e appassionato i francesi, come dimostra anche l'alto consenso ottenuto dalla Royal. Ed è stata una vittoria anche del bipolarismo, infatti assistiamo al confronto tradizionale tra il rassemblement gollista e il partito socialista».
Con un risultato buono anche del centrista Bayrou, però, che potrebbe essere decisivo per la vittoria finale.
«Bayrou è un candidato in realtà più vicino al centrodestra che al "centro" come lo intendiamo in Italia, gli elettori dell'Udf si riconoscono più in quei valori che in quelli della sinistra e i loro parlamentari sono stati eletti grazie ad alleanze con i gollisti contro i candidati socialisti. Per questo sono abbastanza convinto che la maggior parte di loro sceglieranno Sarkozy al secondo turno. Tra l'altro, penso che gli gioverà anche il tipo di messaggio di demonizzazione dell'avversario che stanno mandando i candidati della sinistra estrema che appoggeranno al secondo turno la Royal. Invece credo che una parte dell'elettorato di Le Pen, quello più antisistema, potrebbe non votare».
Le Pen, appunto. Come spiega il suo crollo?
«Bisogna verificare i numeri reali: può darsi che in termini assoluti non abbia perduto molto, l'aumento dei votanti potrebbe averlo penalizzato. In ogni caso non è cresciuto: un po' perché non è più vissuto come una novità per il voto di protesta, molto perché su temi a lui cari come identità nazionale, sicurezza, merito, lotta alla criminalità Sarkozy ha costretto gli altri a inseguirlo ed è stato comunque molto più incisivo di lui, acquisendo il merito di riportare ai valori repubblicani molti dei francesi che avevano votato Le Pen».
Sarkozy si impone anche perché "moderno"?
«Certamente sì, e il suo slogan "Insieme tutto è possibile" è un messaggio di cambiamento, non di paura. Ma Sarkozy è innovatore anche rispetto a Chirac, che parlava alle gerarchie, alla nomenklatura, che aveva il mito della Francia dell'Ena. Sarkozy è diretto e popolare, ha carisma personale, è uno che è andato nelle banlieus accanto ai poliziotti, è stato un ottimo ministro delle Finanze. Poco fa, per ringraziare i suoi elettori, ha detto "nessuno rimarrà al bordo della strada", significa che sa parlare un linguaggio che arriva alla gente, sa rivolgersi anche agli operai, agli artigiani, è attento al sociale: tutte ragioni che ci hanno fatto in questi anni sentire vicini».
Centrale nella sua campagna elettorale è stato il tema dell'immigrazione: tenendo conto delle evidenti differenze tra i due Paesi, dalla sua impostazione la destra italiana ha qualche lezione da trarre?
«Sarkozy parla di un'immigrazione di qualità, che sia una risorsa, non dice come Le Pen "La Francia ai francesi" ma "La Francia a chi la ama", e dunque chiede integrazione, che significa parlare la lingua, rispettare le leggi del Paese in cui si vive. Tutte cose che io dico da anni».
Presidente, se i temi forti di Sarkozy sono anche i suoi, se l'approccio ai problemi del candidato francese è simile al suo, se come gli osservatori spiegano lui è candidato di un rassemblement di centrodestra ma è sostanzialmente un uomo di destra, cosa manca alla destra italiana, a lei, per fare un percorso come quello del suo collega francese?
«Non è un problema di qualità di persone o di programmi, ma di sistema politico. Con l'elezione diretta come in Francia, tutto diventa possibile. In piccolo, quanti sono i sindaci eletti direttamente dal popolo che hanno in tasca la tessera di An?».
Ma i sistemi politici si cambiano: la legge elettorale a doppio turno che voi del centrodestra non volete non sarebbe utile a mettere in luce i candidati con maggior carisma che possono richiamarsi direttamente agli elettori?
«Non è il doppio turno che crea i Sarkozy e le Royal, è il semi-presidenzialismo che richiede e impone personaggi di spessore. E vuole sapere quanti anni fa io ho presentato un proposta di legge per l'elezione diretta del capo dello Stato? Venti anni fa. Figuriamoci se non sarei felice di ottenerla!».
Dunque la sola legge elettorale non è decisiva per far compiere l'ultimo passo alla destra in Italia, quello di esprimere il candidato premier?
«Lo è in un senso: deve essere un sistema tale da preservare e favorire il bipolarismo. Poi si sa che in Italia a competere sono le coalizioni, che però anche da noi esprimono un leader che si scontra con il leader dello schieramento opposto».
Per finire con le suggestioni che il voto francese suscita in casa nostra: la sinistra che esprime Ségolène Royal, dopo la nascita del Partito democratico, le sembra in qualche modo più «vecchia» della nostra?
«Capisco il giochino dei rimandi che potrebbe essere divertente, ma non posso aiutarla. Come si fa a paragonare la situazione francese con quella italiana dove, nel Partito democratico, Rutelli tifava Bayrou e Fassino la Royal? Bisognerebbe chiederlo domani, a Rutelli, a questo punto da che parte sta...».


Fonte : Corriere della Sera del 23 aprile 2007
Autore : Paola Di Caro
mercoledì, 18 aprile 2007
author: Ana87 @ 19:08
category: politica, news, sport, calcio, attualitĂ 
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EURO 2012: AN, ENNESIMO SCHIAFFO AL GOVERNO

Grazie a Melandri per la 'splendida' figura

Roma - "Ringraziamo sentitamente il ministro Melandri per la splendida figura che ha fatto fare al nostro Paese". Lo afferma il portavoce di Alleanza nazionale Andrea Ronchi, commentando la mancata assegnazione all'Italia degli Europei di calcio del 2012.
"Ciò dimostra - aggiunge l'esponente di An - che l'Italia è una nazione senza 'sistema paese', senza alcuna credibilità in nessun campo: si tratta dell'ennesimo schiaffo al governo, la sua ennesima brutta figura. Non oso immaginare - conclude - cosa avrebbe urlato la sinistra se ciò fosse accaduto ai tempi del governo Berlusconi".

Il capogruppo di An alla Camera, Ignazio La Russa, invece afferma sarcastico: "Mi aspetto adesso che gli esponenti del governo di sinistra ci vengano a dare la notizia a bordo di un pullman scoperto...".
"La prima responsabile - prosegue La Russa - è senza dubbio l'insipienza del governo, poi ci metterei lo spirito vendicativo di Platini e dei francesi nei nostri confronti".

"Questo governo crea solo danni. Sia nelle vicende drammatiche che in quelle sportive", commenta Maurizio Gasparri, che riferito al ministro per le politiche sportive, Giovanna Melandri, aggiunge: "Il ministro era apparsa nel luglio scorso, in tante occasioni, come se avesse vinto lei i mondiali. Ora che poteva dare un contributo utile ha pensato al suo esibizionismo ed ha guidato l'Italia all'ennesima figuraccia sulla scena internazionale".


Fonte : Ufficio Stampa An
giovedì, 12 aprile 2007
author: Ana87 @ 12:14
category: musica, riflessioni
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Compagni tutti uniti, Facciamo un girotondo,

mostriamo un po’ alla gente come è che state al mondo

Dei vostri casi strani qui vado a raccontare

Anche se do’ per certo di farvi un po’ arrabbiare...

 

Compagno proletario con cinque figli e moglie,

trenta anni fa ti dissero “racconta le tue voglie”.

Adesso che gli USA ci han dato le poltrone,

vedrai che presto o tardi diventerai padrone. 

Trenta anni son passati, qualcosa ormai è morto,

e invece della casa, ti regalano l’aborto.

E nella tua baracca tu resta a meditare,

a cosa ti è servito per quelli là votare...

 

Compagno che ministro ti han fatto diventare

Perché a cambiar bandiera più degli altri ci sai fare.

Per meglio ringraziare chi ti ha dato quel posto,

hai pensato ben di vendere la patria sottocosto.

Sull’altopiano Carsico l’Italia ha dato un fiore

Ma la democrazia gli ha tolto il tricolore...

 

Compagno ragazzino che urli in assemblea

Credendo d’esser quello che pensa che ha un’idea.

Idee come le tue, ne fabbrican milioni,

tanto san che ne trovano poi sempre di strilloni.

Sai vengon da lontano, e di chi non le ha accettate,

rimangon solamente delle croci congelate...

 

Compagno professore che leggi il Corrierone,

ti tieni sotto l’ala gli amanti del bastone.

Ci bastano le nonne per raccontar le fiabe,

ad inventar la storia  proprio tu non sei capace.

Se la bandiera rossa l’hai data anche agli schifi,

 ti sei dimenticata di darla ai partiti...

 

Compagna ragazzina che giochi alla guerriglia

Ma in fondo speri solo di metter su famiglia.

E se in mezzo al corteo tu inneggi al proletario,

tu speri di trovarlo bello, biondo e milionario.

Perché la 500 di un capo tornitore

 ti sembra che non valga la Ferrari di un dottore.

E se per strada urli “Viva il lavoratore!”

Ti sembra poco fine abbracciare il muratore...

 

Compagno cristianuccio che non perdi una Messa,

ma non hai ancora scelto il paradiso che ti spetta.

Non sai se è meglio quello creato dal signore,

o quello che promise delle foibe il fondatore,

e perciò per non sbagliare, ti sei fatto ciellino,

ti tieni bene in caldo Gesù Cristo e l’Assassino...

 

Compagna signorina che fai la femminista

E sputi in faccia agli uomini il tuo punto di vista.

Non ti si può dar torto se fai un po’ la puttana,

puoi forse così illuderti d’aver chi ti ama.

E le donne quelle vere dal mondo stan sparendo,

però in compenso queste si stan già imponendo...

 

Compagno miliardario che fai l’intellettuale,

e nella tua piscina canti l’Internazionale.

Non le tue idee, ma solo il capitale,

ha conquistato i capi del Marxismo nazionale...

 

Compagno sacerdote che sposi l’invertito,

sta attendo presto o tardi a non lasciarci un dito.

Le fiamme dell’inferno, non son così lontane,

 potresti bruciacchiarti un pochettino le sottane...

 

Compagno Gesù Cristo ti han fatto leninista,

per far veder che è sacro il vangelo comunista.

Ma tu ti prego torna e con mano sicura

Il tempio ripulisci da questa spazzatura...

 

Compagno nella vita, compagno nel lavoro,

compagno dentro al letto, compagno al concistoro,

te sei nato per servire, non c’è ormai più speranza,

bisogna che t’impari almeno un poco di creanza,

perché comunque vada la vostra madre storia,

vedrete vi faremo calare un po’ la boria...

 

 

 

Amici del vento.

mercoledì, 11 aprile 2007
author: Ana87 @ 19:30
category: politica, news, attualitĂ 
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Frassinetti (An): «A Milano clima molto preoccupante»
Incendiato nella notte circolo di estrema destra
Presentato come la sede dell'associazione culturale Aurora Boreale, doveva essere inaugurato sabato.


Doveva essere inaugurato sabato, ma il circolo di estrema destra «Cuore Nero» non vedrà la luce. Nella notte la struttura, in viale Certosa a duecento metri dal centro sociale Torchiera, è stata distrutta da un incendio. Le fiamme hanno gravemente danneggiato l'edificio, ma non ci sono stati feriti. Poco prima delle tre, carabinieri e polizia hanno ricevuto numerose telefonate di cittadini che segnalavano un'esplosione nella zona. Oltre alle forze dell'ordine, sono intervenute cinque squadre di vigili del fuoco. Le fiamme, propagatesi dall'interno, prima di essere domate hanno danneggiato anche il tetto e un edificio adiacente di onoranze funebri.
NESSUNA RIVENDICAZIONE - Il circolo era stato presentato come sede dell'associazione culturale Aurora Boreale e nasceva - viene spiegato in un comunicato - su iniziativa di Roberto Jonghi Lavarini, già dirigente di An ed ex presidente di zona 3, e Alessandro Todisco, uno dei capi della curva interista. Per sabato, giorno dell'inaugurazione, era in programma anche la pulizia delle tombe dei caduti della Rsi al campo X del vicino cimitero Maggiore. Gli organizzatori lo hanno definito un centro «rigorosamente politico». Per ora, spiegano gli inquirenti, non c’è stata alcuna rivendicazione né sono state trovate scritte che potrebbero far risalire ai reponsabili dell’incendio. Si indaga anche sulle modalità con cui è stato appiccato il fuoco: l’ipotesi più accreditata sembra essere quella dell’utilizzo di liquido infiammabile. L’incendio e il successivo crollo hanno interessato due locali di circa 50 metri quadri più un locale di altri 20 mq seminterrato.
RISCHIO TENSIONI - Secondo la prima ricostruzione, gli autori del gesto avrebbero versato benzina sotto la saracinesca o nelle feritoie sotto la soglia d'ingresso, e vi avrebbero appiccato fuoco con una miccia. L'esplosione sarebbe invece stata causata degli ambienti saturi di benzene. Trovati i resti di una tanica. I carabinieri smentiscono collegamenti con un summit «antifascista» che si è tenuto martedì sera al centro sociale Torchiera, a pochi passi dal circolo incendiato. Gli investigatori non nascondono tuttavia la preoccupazione che l'attentato possa alzare la tensione, con l'approssimarsi delle celebrazioni del 25 aprile. I promotori dell'associazione Cuore Nero hanno definito «vigliacchi terroristi» i responsabili, spiegando che solo per un caso non è rimasto ucciso nessuno. È stata anche annunciata, per sabato, invece della prevista inaugurazione del nuovo circolo, una «giornata di mobilitazione generale di presidio contro il terrorismo comunista, alla quale verranno invitate tutte le istituzioni e le forze politiche cittadine».
«INCITAZIONE ALL'ODIO» - «L'attentato di questa notte è la conseguenza di un clima evidente di violenza e di incitazione all'odio condotto nelle ultime settimane su alcuni quotidiani - ha detto Roberto Jonghi Lavarini, uno dei promotori del circolo -. Giornali come Liberazione, Repubblica, e siti web di sinistra hanno premuto perché il centro venisse chiuso, qualcuno ha dato loro retta e queste sono le conseguenze». «Alle loro bombe, rispondiamo con il sorriso sulle labbra - ha aggiunto Lavarini -, per questo sabato organizzeremo una manifestazione contro la violenza, proprio davanti alla nostra sede distrutta». I promotori fanno sapere che nel quartiere la presenza di questo circolo sarebbe stata molto apprezzata e confidano nella testimonianza di un residente, che avrebbe visto fuggire i responsabili dell'incendio.
«CLIMA PREOCCUPANTE» - Anche Paola Frassinetti, parlamentare di An, condanna l'attentato al circolo «Cuore Nero» e chiede al governo di non sottovalutare l'episodio. «È molto preoccupante - ha dichiarato - il clima che si è creato a Milano da un po' di tempo a questa parte. Il ritrovamento di elenchi con i nomi di esponenti della destra milanese, nonché di locali, palestre, ristoranti e librerie in qualche modo ricollegabili a una certa area sono la dimostrazione di come anche l'attentato di ieri notte non sia casuale né estemporaneo ma faccia parte di una strategia violenta e terroristica messa in atto da alcune frange della sinistra antagonista». Secondo Alessandra Mussolini, leader di Azione sociale, «non è un atto intimidatorio, ma un fatto gravissimo, perché ci sono stati dei danni, a ridosso di una campagna elettorale per le amministrative che tutti noi faremo. Mi aspetto che ci sia anche una reazione, perché non è possibile che ci siano reazioni solo quando accadono certe cose a sinistra. Mi aspetto atti concreti non solo dalla magistratura, ma anche dalle forze politiche che sono al governo».
IL TORCHIERA SI DISSOCIA - Dal canto suo il Torchiera prende fortemente le distanze dall'accaduto. «La cascina autogestita Torchiera Senzacqua si dissocia da quanto è accaduto la scorsa notte, fatto che in nessun modo è riconducibile al nostro agire e alle nostre pratiche politiche - si legge in un comunicato -. Martedì sera presso la cascina si è tenuta una riunione finalizzata a creare una rete democratica antifascista, con l'obiettivo di opporsi all'apertura del circolo nazi-fascista Cuore Nero. L'assemblea aveva programmato appuntamenti importanti per comunicare al quartiere e alla città una serie di iniziative politiche non violente in previsione della suddetta apertura». «L'attentato - concludono i militanti del Torchiera - complica in modo preoccupante il percorso di confronto e organizzazione di rete che stiamo portando avanti con le realtà antifasciste della zona e della città. Nonostante ciò, il nostro lavoro prosegue nella direzione e con le modalità che ci hanno sempre contraddistinto, convinti che una realtà, il cui scopo è quello di riunire le frange più violente e intolleranti della destra lombarda, non abbia cittadinanza non solo nel nostro quartiere, ma in nessun angolo del mondo».
11 aprile 2007